LA VERNICIATURA
È la fase finale, quella forse più complessa perché qui c’è pochissimo margine d’errore e ogni piccola imprecisione si vedrà senza appello. Le vernici che meglio si prestano ai modelli in metallo (come i carrozzieri insegnano) sono quelle alla nitro i cui pigmenti sono così piccoli che se vengono spruzzati ad una distanza superiore ai 30 cm dall’oggetto arrivano già asciutti.
I vantaggi è che la nitro non cola (quindi se ne arriva troppa al modello si può aspettare che asciughi), che lo strato è sottilissimo e non copre i piccoli dettagli come le chiodature, che se il modello viene messo al forno a 40 / 50 gradi asciuga in pochissimo tempo, che nel barattolo si conserva per anni perché non secca quasi mai.
Gli svantaggi sono che non può essere data al chiuso perché tossica, che la temperatura dell’ambiente è fondamentale perché deve essere tra i 15 e i 25 gradi e non deve essere una giornata umida, che la diluizione è importantissima perché se poco diluita fa l’effetto sabbia (uno strato di polvere)e se troppo diluita fa l’effetto nebbia (il colore tende al bianco). Per tutti questi motivi, come abbiamo detto, la verniciatura è la fase più complessa.
I codici delle vernici (le tonalità) sono quelli ufficiali FS, anche se poi sappiamo che al vero ci sono infinite sfumature di grigio ardesia, castano e isabella, verde vagone, ecc…; il diluente deve essere necessariamente “antinebbia”.
Il primo passaggio è una mano di primer aggrappante (anche questo nitro) che serve ad evitare che, terminato il modello, la vernice venga via con un colpo di tosse. Poi (e devono passare minimo 48 ore) si esegue la colorazione vera e propria. Si parte subito con colori chiari o si verniciano le parti del modello più facili da mascherare (esempio si da l’alluminio al tetto, si nastra bene per proteggerlo e si passa a verniciare la cassa). L’ultima fase è quella del trasparente opaco (anche questo nitro) che si passa dopo aver messo le decals e prima di mettere l’acetato che simula i vetri (altrimenti avremo finestrini opacizzati).
Lo strumento è l’aerografo e la pressione di esercizio noi la teniamo a 1.6. Si parte a verniciare le parti più nascoste (quelle che prenderebbero meno vernice) per poi colpire con getti meno intensi le parti più esposte (quelle che di vernice la prendono sempre). Il movimento deve essere senza indugio e costante (in modo prima orizzontale poi se serve verticale). Mentre si va a destra e a sinistra, fare attenzione che il cambio di direzione avvenga oltre il modello (nel vuoto), altrimenti avviene che nel momento in cui l’aeropenna si ferma e torna indietro inonda il modello di troppa vernice.
Il getto non deve essere né esagerato, ma neppure troppo timido; non si deve aver paura a “bagnare” il modello tanto la nitro non cola.
Anche qui, come nella saldatura, più si fa e più s’impara.
LA VERNICIATURA
È la fase finale, quella forse più complessa perché qui c’è pochissimo margine d’errore e ogni piccola imprecisione si vedrà senza appello. Le vernici che meglio si prestano ai modelli in metallo (come i carrozzieri insegnano) sono quelle alla nitro i cui pigmenti sono così piccoli che se vengono spruzzati ad una distanza superiore ai 30 cm dall’oggetto arrivano già asciutti.
I vantaggi è che la nitro non cola (quindi se ne arriva troppa al modello si può aspettare che asciughi), che lo strato è sottilissimo e non copre i piccoli dettagli come le chiodature, che se il modello viene messo al forno a 40 / 50 gradi asciuga in pochissimo tempo, che nel barattolo si conserva per anni perché non secca quasi mai.
Gli svantaggi sono che non può essere data al chiuso perché tossica, che la temperatura dell’ambiente è fondamentale perché deve essere tra i 15 e i 25 gradi e non deve essere una giornata umida, che la diluizione è importantissima perché se poco diluita fa l’effetto sabbia (uno strato di polvere)e se troppo diluita fa l’effetto nebbia (il colore tende al bianco). Per tutti questi motivi, come abbiamo detto, la verniciatura è la fase più complessa.
I codici delle vernici (le tonalità) sono quelli ufficiali FS, anche se poi sappiamo che al vero ci sono infinite sfumature di grigio ardesia, castano e isabella, verde vagone, ecc…; il diluente deve essere necessariamente “antinebbia”.
Il primo passaggio è una mano di primer aggrappante (anche questo nitro) che serve ad evitare che, terminato il modello, la vernice venga via con un colpo di tosse. Poi (e devono passare minimo 48 ore) si esegue la colorazione vera e propria. Si parte subito con colori chiari o si verniciano le parti del modello più facili da mascherare (esempio si da l’alluminio al tetto, si nastra bene per proteggerlo e si passa a verniciare la cassa). L’ultima fase è quella del trasparente opaco (anche questo nitro) che si passa dopo aver messo le decals e prima di mettere l’acetato che simula i vetri (altrimenti avremo finestrini opacizzati).
Lo strumento è l’aerografo e la pressione di esercizio noi la teniamo a 1.6. Si parte a verniciare le parti più nascoste (quelle che prenderebbero meno vernice) per poi colpire con getti meno intensi le parti più esposte (quelle che di vernice la prendono sempre). Il movimento deve essere senza indugio e costante (in modo prima orizzontale poi se serve verticale). Mentre si va a destra e a sinistra, fare attenzione che il cambio di direzione avvenga oltre il modello (nel vuoto), altrimenti avviene che nel momento in cui l’aeropenna si ferma e torna indietro inonda il modello di troppa vernice.
Il getto non deve essere né esagerato, ma neppure troppo timido; non si deve aver paura a “bagnare” il modello tanto la nitro non cola.
Anche qui, come nella saldatura, più si fa e più s’impara.
